Il progetto C'era una volta a San Giovanni

Il progetto
Il progetto “C'era una volta a Sant Givoanni” è stato realizzato dalla Sezione di Storia ed Etnografia della Biblioteca Nazionale e di Studi e finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia (L.R. 16/2014), con l'obiettivo di coinvolgere le scuole con sede a San Giovanni, in modo che alunni e studenti potessero conoscere il rione attraverso il materiale fotografico e le interviste con gli abitanti del luogo. Il lavoro ha dato vita a una nuova raccolta fotografica e a una serie di brevi video che evidenziano diversi punti di vista e temi legati a San Giovanni. Il materiale raccolto è disponibile sia nell'archivio online di Etnonet.eu sia nella mostra permanente presso il Narodni dom di San Giovanni. Il materiale raccolto rappresenta quindi un ulteriore piccolo contributo alla nuova vita del Narodni dom di San Giovanni, nel quale troveranno presto sede la Sezione di Storia ed Etnografia e la Sezione Ragazzi della Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi, lo SLORI - istituto Sloveno di Ricerche, il Circolo Culturale Sloveno Slavko Škamperle e l’Associazione Marij Kogoj.
Il rione di San Giovanni
San Giovanni di Trieste è uno dei sobborghi – quartieri della città che tra l'Ottocento e il Novecento sono stati fortemente segnati dalla vivace attività sociale, culturale e nazionale della comunità slovena locale. L’edificio più antico della zona è la chiesa dei Santi Giovanni e Pelagio, menzionata per la prima volta nel 1338.
Il quartiere è composto da numerose frazioni: Scoglietto, Guardiella, Fedrigovez, San Cilino, Brandesia, Ograda, Timignano ecc., tuttavia diverse frazioni (ad esempio Beščakovec, Borštič, Frdenič, Stari breg) vengono oggi chiamate in lingua italiana solamente con i nomi delle relative vie.
Fino all'Ottocento la zona era caratterizzata dalle cosiddette mandrie, case coloniche ovvero tenute agricole appartenenti ai proprietari terrieri triestini. Su queste proprietà lavoravano diverse famiglie che con il tempo iniziarono ad acquistare i terreni e a costruirvi le proprie abitazioni. Con il forte sviluppo economico di Trieste, il borgo accolse un numero crescente di operai provenienti sia dalle zone vicine che da regioni più lontane. Alcune famiglie si dedicarono alla coltivazione di ortaggi, molti uomini trovarono impiego nelle cave e nelle attività artigianali collegate, mentre numerose donne lavoravano come lavandaie, domestiche o balie. Nel 1858 fu edificata una nuova chiesa, dedicata a San Giovanni Decollato.
In quegli anni, il borgo si sviluppò in un vivace centro culturale e politico. Nel 1854 fu fondata la scuola elementare, nel 1868 la sala di lettura (čitalnica) e nel 1874 l’associazione politica Edinost (Unità). La comunità si distinse per un’intensa attività corale, musicale e teatrale. Nel 1903 il cuore della vita culturale divenne il nuovo Narodni dom (Casa nazionale) di San Giovanni. L’edificio fu incendiato nel 1921, episodio che segnò l’inizio dello smantellamento progressivo di tutte le associazioni slovene della zona.
Nel dopoguerra, gli sloveni tornarono al Narodni dom, che a causa di visioni politiche divergenti fu oggetto di contesa dopo il 1948. L’attività culturale si spostò allo Stadio 1° maggio, dove fu successivamente costruita una sala polifunzionale. Negli anni Settanta la parrocchia edificò il nuovo Marijin dom (Centro Mariano) per le proprie esigenze pastorali, ampliando così le attività che dal 1907 si svolgevano in Via alle Cave.
A partire dagli anni Cinquanta, tutte le scuole superiori con lingua d’insegnamento slovena trovarono la loro sede a San Giovanni, che ancora oggi rappresenta il principale centro della vita studentesca di tutti gli sloveni dell'area di Trieste.
Galleria fotografica
Durante il progetto “C'era una volta a San Giovanni”, alcuni partecipanti hanno contribuito con foto prese dai loro archivi familiari.
![]() Tram n. 3, conduttore Vito Biancuzzi, trasferitosi a San Giovanni per lavoro, foto: U. BorsattiArchivio fam. Biancuzzi | ![]() Trieste, Molo Audace, 1960 ca., arch. fam. Delise | ![]() Trieste, cartolina, arch. fam. Brus | ![]() Trieste, piazza Goldoni con la neve, arch. fam. Gruden |
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![]() Trieste, cartolina di Piazza Goldoni, arch. fam. Brus | ![]() Barcola, la famiglia Gruden al mare, anni ‘50 del ‘900, arch. fam. Gruden | ![]() Ponterosso, bancarella dei produttori orticoli Meula, arch. fam. Meula | ![]() S. Giovanni, sul campo di verdura, sullo sfondo la stazione ferroviaria di San Giovanni, arch. fam. |
![]() S. Giovanni, produzione di semenza per il radicchio, anni ‘60 del ‘900, arch. fam. Meula | ![]() S. Giovanni, raccolta di verdura dei Meula, arch. fam. Meula | ![]() S. Giovanni, festa alla birreria Dreher, arch. fam. Delise | ![]() Trieste, Andrej Gruden, trasferitosi a San Giovanni da Samatorza, con i figli, arch. fam. Gruden |
![]() Marija, figlia di Andrej Gruden, trasferitosi a San Giovanni da Samatorza, arch. fam. Gruden | ![]() Veglione di Capodanno, 1960, arch. fam. Gruden | ![]() Nina, figlia di Andrej Gruden, trasferitosi a San Giovanni da Samatorza, arch. fam. Gruden | ![]() Festa in famiglia, 1959, arch. fam. Gruden |
![]() Musicanti, a destra Viktor Gruden, n. 1909, arch. fam. Gruden | ![]() Presepe della famiglia Gruden – Zadnik, Via Brandesia, arch. fam. Gruden | ![]() Presepe della famiglia Meula, Borštič / V. Timignano, anni ‘60 del ‘900, arch. fam. Meula | ![]() S. Giovanni, festa all'interno del complesso dell'ospedale psichiatrico, arch. fam. Delise |
![]() San Giovanni, alla scuola O. Župančič, anni '50 del '900, arch. fam. Gruden | ![]() S. Giovanni, padre e figlia sul P.zzale Gioberti, 1961, arch. fam. Delise | ![]() San Giovanni, torneo di calcio dei dipendenti dell'ospedale psichiatrico, arch. fam. Delise | ![]() S. Giovanni, Recita alla scuola O. Župančič , anni '50 del '900, arch. fam. Gruden |
![]() S. Giovanni, carnevale alla scuola O. Župančič – cowboy e indiano, anni '50 del '900, arch. fam. G | ![]() S. Giovanni, carnevale alla scuola O. Župančič, anni '50 del '900, arch. fam. Gruden | ![]() San Giovanni, nonna e nipote, anni '60 del ‘900, arch. fam. Meula | ![]() San Giovanni, gioco con la macchinina a pedali, anni ‘50 del ‘900, arch. fam. Gruden |
![]() San Giovanni, gioco con l'aeroplanino, anni ‘50 del ‘900, arch. fam. Gruden | ![]() Famiglia Gruden, trasferitasi da Samatorca, la madre Ivana Markuža, arch. fam. Gruden | ![]() Vista da piazzale Gioberti, in centro Lidia Batagelj e Umberto Biancuzzi, arch. fam. Biancuzzi | ![]() S. Giovanni, chiesa di S. Giovanni e S. Pelagio, arch. fam. Brus |
![]() S. Giovanni, nevicata, arch. fam. Gruden | ![]() San Giovanni, piazzale Gioberti, arch. fam. Gruden | ![]() S. Giovanni, nevicata, arch. fam. Gruden | ![]() S. Giovanni, a destra panni stesi, probabilmente da lavandaia, anni ‘30 del ‘900, arch. fam. Gruden |
![]() S. Giovanni, in primo piano la caserma, anni '30 del '900, arch. fam. Gruden | ![]() San Giovanni, da sinistra Pina Fonda, Ana Meula, Antonia Barazzutti, arch. fam. Meula | ![]() S. Giovanni, processione, 1957, arch. fam. Meula | ![]() S. Giovanni, evento religioso, arch. fam. Meula |
San Giovanni visto dagli studenti
Le studentesse e gli studenti del Liceo France Prešeren di Trieste hanno partecipato al progetto Una volta, a San Giovanni… esplorando e fotografando il rione di San Giovanni per comprendere come sia cambiato nel corso del tempo. In questa galleria fotografica sono esposti alcuni dei loro scatti, affiancati alle fotografie di Mario Magajna, offrendo così l’opportunità di osservare attraverso le immagini le trasformazioni e la continuità tra passato e presente.
![]() mappa percorso | ![]() Chiesetta di S. Pelagio e S. Giovanni Battista, 2024. | ![]() Entrata dell' acquedotto Teresiano, via del Capofonte, 1964. Foto: M. Magajna | ![]() Entrata dell' acquedotto Teresiano, via del Capofonte, 2024. |
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![]() Il Narodni dom nel 1954. Foto: M. Magajna | ![]() Il Narodni dom ristrutturato in attesa di essere riaperto, 2024. | ![]() Il Narodni dom ristrutturato in attesa di essere riaperto, 2024. | ![]() Studentesse e studenti davanti al Narodni dom oggi. Un assaggio di futuro? 2024 |
![]() Il liceo Prešeren durante la costruzione, 1963. Foto: M. Magajna | ![]() Il busto del poeta France Prešeren nell'atrio dell'omonimo Liceo, 2024. |
Video racconti
Gli studenti delle terze classi dei licei France Prešeren e Anton Martin Slomšek hanno partecipato alla registrazione di interviste con gli abitanti di San Giovanni. Con il supporto delle associazioni slovene del rione – il Circolo culturale sloveno Slavko Škamperle e il Circolo Marij Kogoj – l’etnologa Jasna Simoneta ha dapprima individuato, insieme ai partecipanti, i temi principali, che sono poi stati approfonditi con gli studenti davanti alla telecamera.
Dalle interviste è nata una serie di video tematici, destinati al sito web Etnonet.eu e alla mostra permanente nel futuro Narodni dom di San Giovanni. Le riprese e il montaggio sono stati curati da Marko Civardi.
I temi selezionati riguardano: la vita quotidiana a San Giovanni in passato, le testimonianze di ostilità verso gli sloveni e le tensioni politiche sorte all’interno della comunità dopo la Seconda guerra mondiale, le condizioni sociali nell’area di Guardiella e Fedrigovez, l’attività orticola, la pratica sportiva e la vita associativa, nonché la percezione della vicinanza dell’ospedale psichiatrico.
I video sono sottotitolati in italiano e sloveno. Le descrizioni sono visibili cliccando sul video.
Partner
Hanno partecipato come partner al progetto C'era una volta San Giovanni il Circolo culturale sloveno Slavko Škamperle, l'Associazione M. Kogoj, i Licei Anton Martin Slomšek e France Prešeren e l'Istituto Comprensivo Vladimir Bartol.
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